Assegno protestato per mancanza di fondi - la banca avrebbe dovuto avvertire?

Purtroppo può capitare di commettere un’ingenua distrazione: non ci si accorge della mancanza di fondi sul conto, e si emette un assegno per il pagamento. In questa circostanza l’assegno può essere protestato e ci si può ritrovare nella sgradevole condizione di diventare un cattivo pagatore.

Esistono per fortuna aziende come GF Financial Service che permettono a un protestato di aprire un conto corrente, ma rimane la rabbia: perché la banca non ha avvertito? Non avrebbe forse l'obbligo di avvertire il correntista che magari in buona fede ha commesso la leggerezza di versare un assegno di importo superiore alla cifra presente sul conto?

La risposta a questa domanda è: purtroppo no. Non esiste nessun obbligo da parte di una banca, di avvertire il cliente prima di elevare il protesto di un assegno emesso per mancanza di fondi.

Questo è quanto deciso dalla sentenza della Corte di Cassazione n.3286 del 12 Febbraio 2013, «[…] non sussiste un obbligo, da parte della banca, di informare il correntista dell'assegno e vuoto; il protesto, quale evento dannoso, non è riferibile alla condotta dell'istituto di credito, seminai è a carico del correntista che non poteva certo essere all'oscuro della reale consistenza del conto in questione.»

«L'emissione di un assegno senza provvista (cioè “scoperto”) costituisce un illecito amministrativo punibile con sanzioni pecuniarie e con segnalazione alla CAI (Centrale d’allarme interbancaria)».

Sanzioni che possono possono essere evitate se l’emittente è in grado di pagare anche tardivamente ma non oltre sessanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione dell’assegno e se il beneficiario gli rilascia quietanza liberatoria.

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