Il “pagamento tardivo”: ecco come evitare le sanzioni e la segnalazione CAI

Lo scorso mese vi abbiamo raccontato che, con l’iscrizione alla CAI, una persona che abbia emesso un assegno senza provvista viene segnalato alle banche come “cattivo pagatore”. Vuol dire che per sei mesi dall’iscrizione, egli viene interdetto dall’emettere assegni ed è anche tenuto a restituire tempestivamente quelli ancora in suo possesso.

La domanda ricorrente è: ma ora posso aprire un conto corrente se sono protestato?

La risposta è si -con Conto Protestati Service anche un protestato può aprire un conto corrente.

Torniamo a monte del problema: è possibile evitare le sanzioni e la segnalazione CAI attraverso il cosiddetto “pagamento tardivo” che deve però avvenire non oltre sessanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione dell’assegno.

La legge consente quindi di evitare le sanzioni e la segnalazione alla CAI attraverso questa sorta di “ravvedimento” che prevede non solo il pagamento dell’importo dovuto, ma anche quello dei cosiddetti “oneri accessori”. Vediamoli quali sono:

  • La penale (pari al 10% della somma non pagata)
  • Gli interessi legali
  • Le spese relative al protesto, (qualora l’assegno sia già stato protestato da un pubblico ufficiale)

Inoltre, per evitare le sanzioni e l’iscrizione alla CAI, l’emittente non solo deve procedere al pagamento entro sessanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione dell’assegno ma deve anche dare la prova di questo pagamento. La banca necessita quindi di una "dimostrazione" tangibile del ravvedimento. Solo con questa prova si può evitare che l'istituto effettui le segnalazioni al Prefetto e alla CAI.

Se invece l’emittente paga le somme dovute direttamente al beneficiario, la prova dell’avvenuto pagamento deve essere fatta sotto forma di quietanza liberatoria, firmata del beneficiario.

Tale quietanza deve poi essere presentata alla banca e il tutto deve avvenire sempre entro sessanta giorni dalla data di scadenza per la presentazione dell’assegno.

L' emittente può quindi evitare di essere segnalato alla CAI se il beneficiario gli rilascia, nei tempi stabiliti dalla legge, la quietanza liberatoria.

 

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