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Aziende protestate e accesso al credito: guida pratica alle soluzioni

Il protesto è una condizione che incide profondamente sulla vita economica di chiunque lo riceva, ma quando questa particolare condizione colpisce un’impresa, le conseguenze diventano ancora più complesse. Un’azienda protestata, che si tratti di una società o di una ditta individuale, si trova infatti ad affrontare non solo un danno reputazionale, ma anche difficoltà operative che mettono a rischio la continuità dell’attività.

È bene specificare che il protesto non nasce sempre da comportamenti irresponsabili. Ritardi nei pagamenti dei clienti, problemi di liquidità temporanei o crisi improvvise possono portare anche le aziende più scrupolose a trovarsi in questa situazione.

Conti correnti bloccati e pagamenti fermi: cosa succede dopo il protesto

Uno degli effetti più importanti del protesto aziendale è il blocco dei conti correnti. Con i conti congelati, l’impresa non riesce più a ricevere bonifici dai clienti né a effettuare pagamenti verso fornitori, dipendenti o collaboratori.

Il blocco dei conti correnti aziendali ha conseguenze dirette sulla produzione e sull’operatività. Anche solo qualche giorno di stop può tradursi in perdite economiche importanti, aggravando ulteriormente una situazione già compromessa.

Perché le banche rifiutano le aziende protestate

Un’altra conseguenza del protesto è la difficoltà nel richiedere l’apertura di un nuovo conto corrente. Gli istituti bancari, infatti, tendono a non concedere conti correnti o credito alle aziende protestate per ragioni di tutela.

Un’azienda protestata è considerata un soggetto ad alto rischio, poiché il protesto segnala, appunto, difficoltà nel rispettare scadenze e obblighi finanziari. Per questo motivo, la maggior parte degli istituti bancari possiede politiche interne che scoraggiano la concessione di finanziamenti o l’apertura di conti correnti a soggetti e aziende protestati.

Aziende protestate e accesso al credito: un blocco quasi totale

Dopo il protesto, dunque, alle aziende quasi sempre viene precluso l’accesso al credito bancario. Prestiti, finanziamenti e linee di credito, che potrebbero aiutare l’impresa a superare le difficoltà economiche legate a questa condizione, diventano inaccessibili.

Questo meccanismo rischia di innescare un circolo vizioso: senza credito l’azienda non riesce a ripartire, e senza alcune possibilità di ripartire la situazione economica continua a peggiorare fino al collasso dell’attività.

Protesto e pignoramento dei macchinari aziendali: cosa dice la legge

Un altro timore che accomuna molti imprenditori in caso di protesto o di debiti tributari è il rischio di pignoramento su macchinari, attrezzature o altri beni indispensabili per la produzione.

In realtà, dal 2013 sono state introdotte delle tutele per le imprese in difficoltà. In particolare, la legge ha stabilito che, in presenza di un debito tributario, l’Agenzia delle Entrate – Riscossione non possa pignorare immediatamente i beni strumentali necessari all’attività produttiva. Il pignoramento può avvenire solo se le risorse monetarie non sono sufficienti a soddisfare il debito e, in ogni caso, entro il limite massimo di un quinto del valore dei beni.

Quali sono i beni strumentali tutelati per le aziende

Come esplicitamente enunciato dal codice civile, “l’azienda è il complesso di beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa”. Quindi, è l’azienda stessa a decretare quali siano i propri beni strumentali. Tra i beni strumentali materiali o immateriali,quindi, possiamo trovare:

  • mobili: impianti, materie prime, attrezzature, macchinari, ecc.
  • immobili: edifici o locali o strutture dove si svolge effettivamente l’attività.
  • segni identificativi dell’azienda (insegna, marchio).
  • opere d’ingegno o invenzioni, soggette al diritto d’autore e di inventore.
  • contratti che hanno come fine quello dell’esercizio di lavoro, fornitura, agenzia.
  • crediti e debiti verso clienti o fornitori, ma anche verso banche, lavoratori subordinati, fisco

La tutela sui beni strumentali ha lo scopo di evitare che l’azienda venga completamente paralizzata, consentendo all’imprenditore di continuare a produrre reddito e tentare così il risanamento della propria posizione.

Limiti e soglie dell’impignorabilità per le imprese

È importante sapere che l’impignorabilità dei beni strumentali si applica solo in presenza di determinati requisiti.

Il limite entro il quale è considerata valida la condizione di impignorabilità riguarda il debito tributario sopra i 120 mila euro. Se l’importo preso in causa è inferiore, questa agevolazione decade.

Ciò rende evidente come questo provvedimento vada in aiuto solo delle grandi imprese, in quanto la cifra sopra la quale scatta l’agevolazione è davvero alta. Per questo, le piccole e medie imprese spesso sono escluse da questo tipo di tutela.

Inoltre, questa tutela non si applica ai privati, ma esclusivamente a imprese e professionisti che operano nell’ambito dell’attività economica.

Rateizzazione del debito tributario: un’opportunità per le aziende protestate

Esiste un’altra valida alternativa per le aziende in difficoltà, ossia la possibilità di rateizzare il debito tributario. In determinate condizioni, l’Agenzia delle Entrate – Riscossione può concedere piani di rientro molto lunghi, anche fino a 120 rate.

Questa soluzione permette di ridurre la pressione finanziaria e affiancare un percorso di risanamento graduale, mantenendo attiva l’operatività aziendale.

Come continuare a lavorare anche se l’azienda è protestata

La prima cosa da tenere a mente quando si attraversa una situazione di protesto è che essa non rappresenta un’interruzione permanente alle attività aziendali. Infatti, è possibile garantire la continuità della produzione attraverso soluzioni che consentano all’azienda di riprendere il controllo delle proprie finanze.

Nonostante le limitazioni nell’accesso ai servizi bancari tradizionali, infatti, è possibile ricorrere a strumenti finanziari adeguati, progettati appositamente per le aziende protestate che vogliono rimettere in piedi la propria stabilità finanziaria.

Si tratta di strumenti su misura, che rispondono alle specifiche esigenze della singola impresa, che possono essere attivati con il supporto di guide esperte.

Conti correnti per aziende protestate: la soluzione di Conto Protestati Service

Noi di Conto Protestati Service offriamo la possibilità di aprire conti correnti dedicati ad aziende e ditte individuali protestate. Si tratta di conti SEPA regolari, fiscalmente conformi e sicuri, registrati in circuiti alternativi rispetto a quelli bancari tradizionali.

Grazie a questi conti, l’azienda può tornare a ricevere bonifici, pagare fornitori e dipendenti e gestire l’operatività quotidiana senza blocchi.

L’obiettivo non è solo superare l’emergenza, ma creare le condizioni per una ripartenza con basi più solide.

Con informazioni corrette e strumenti finanziari adeguati, è possibile proteggere l’attività e tornare a lavorare con maggiore serenità.

FAQ

Un’azienda protestata può continuare a lavorare?

Sì, anche se il protesto comporta forti limitazioni, esistono soluzioni alternative, come conti correnti dedicati, che permettono all’impresa di continuare a ricevere ed effettuare pagamenti.

È vero che i macchinari aziendali non sono sempre pignorabili?

Sì, è vero. In caso di debiti tributari, i beni strumentali necessari alla produzione godono di una tutela che ne limita il pignoramento, per evitare il blocco totale dell’attività.

Perché le banche non aprono conti alle aziende protestate?

Le banche considerano le aziende protestate soggetti ad alto rischio e preferiscono tutelare i propri depositi e la propria stabilità finanziaria, rifiutando nuove aperture o finanziamenti.

Esistono conti correnti per aziende protestate?

Sì, esistono conti correnti specifici, come quelli proposti da Conto Protestati Service, pensati per aziende e ditte individuali protestate che hanno bisogno di tornare operative.

Un’azienda protestata può rateizzare i debiti con il Fisco?

In molti casi sì. È possibile richiedere piani di rateizzazione anche molto lunghi, previa valutazione della situazione economica da parte dell’Agenzia di Riscossione.
Ricordiamo che GF Financial Service si occupa dell’apertura di conti correnti che permettono sin da subito di incassare crediti e pagare fornitori, gestendo stipendi e pensioni per ristabilire immediatamente una normale operatività finanziaria. Inoltre, GF Financial Service offre un’analisi completa di merito creditizio, esaminando la posizione del cliente presso tutte le centrali rischi e fornendo un resoconto chiaro su ogni passo necessario per il ritorno alla regolarità finanziaria. Con strumenti e supporto adeguati, anche le situazioni più complesse possono essere risolte con successo.