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Visure protesti e pregiudizievoli: cosa sono,differenze e come verificarli

Che cosa sono protesti e pregiudizievoli

I concetti di protesto e atto pregiudizievole possono somigliarsi per alcuni aspetti, ma, in
realtà, non sono la stessa cosa. Entrambi sono due elementi importanti nella valutazione
della situazione finanziaria di un privato o di un’azienda e della sua capacità di adempiere ai
propri debiti. Per creditori, imprese e chiunque intrattenga rapporti economici, è
fondamentale essere a conoscenza dell’esistenza o meno di protesti o pregiudizievoli a
proprio carico, poiché essere informati sulla propria posizione aiuta a prendere decisioni
finanziarie più consapevoli.

Il protesto: titoli coinvolti e conseguenze principali

Il protesto è un atto pubblico che attesta il mancato pagamento di determinati titoli di credito.
I titoli coinvolti possono essere assegni, cambiali o vaglia cambiari.

Chi subisce un protesto viene iscritto nel RIP, ossia il Registro Informatico dei Protesti, un
registro pubblico consultabile in qualsiasi momento per verificare l’affidabilità di alcune persone intese come utenti pagatori.

Gli atti pregiudizievoli: cosa sono e quali sono i
principali

Gli atti pregiudizievoli sono informazioni pubbliche che riguardano il patrimonio immobiliare
di una persona fisica o di un’azienda. Sono archiviati insieme ai documenti che raccontano i
passaggi di proprietà di un immobile e includono anche le attività che gravano sull’immobile
stesso, spesso collegate a mancati pagamenti.

Tra i principali atti pregiudizievoli rientrano:

  • il sequestro conservativo, che si verifica quando il debitore disperde il patrimonio immobiliare prima della sentenza.
  • il pignoramento immobiliare, che viene messo in atto quando il debitore non adempie ai propri impegni patrimoniali.
  • l’ipoteca giudiziale, che si verifica quando una sentenza di pagamento grava sui beni del debitore.
  • l’ipoteca legale, che viene iscritta d’ufficio a garanzia dei creditori.

Dove si trovano i protesti: Registro Informatico dei
Protesti

Il Registro Informatico dei Protesti è stato istituito per offrire tutela a chi ha necessità di instaurare rapporti economici e finanziari con terzi. Il registro non nasce per “condannare” i protestati, ma piuttosto come tutela per i creditori.

L’iscrizione nel registro avviene in seguito a determinate condizioni di insoluto per le quali un
creditore decide di levare il protesto. Il titolo non pagato (assegno o cambiale) viene consegnato a un notaio o a un ufficiale giudiziario che procede alla levata e trasmette i dati alla Camera di Commercio competente per territorio. Ciò si verifica ogni primo del mese, in modo che i registri siano sempre aggiornati.

In realtà, la pubblicazione del protesto sul RIP avviene in due momenti distinti: il primo riguarda tutti i protesti relativi ai primi quindici giorni del mese; il secondo tutti quelli relativi alla seconda metà del mese. Insieme al protesto stesso, vengono pubblicati anche i dati del soggetto protestato al fine di potervi risalire in modo semplice. Per evitare errori di omonimia viene indicato anche il codice fiscale del debitore.

Come consultare il Registro Informatico dei Protesti

Come anticipato, il Registro dei Protesti è pubblico e consultabile da chiunque. È possibile accedervi tramite la Camera di Commercio e gli sportelli aperti al pubblico, che consegnano i risultati delle ricerche a chi ne fa richiesta. Gli elenchi da consultare sono due
e da questi è possibile estrarre:

  • gli elenchi parziali, inserendo parametri e filtri che portano velocemente al risultato della ricerca;
  • gli elenchi totali, in cui sono presenti solo gli iscritti nei quindici giorni antecedenti l’iscrizione.

Il costo di accesso comprende i diritti di segreteria e consente di ottenere dati e certificati di iscrizione, scaricabili anche online tramite portali convenzionati.

Quanto dura l’iscrizione nel Registro dei Protesti

Come si può ben immaginare, il primo pensiero degli iscritti al RIP è quello di provvedere a far cancellare il prima possibile i propri dati dal registro per evitare ripercussioni personali e lavorative.

Ma questo pensiero si scontra con quanto stabilito dalla legge, che prevede tempistiche e modalità precise per la cancellazione. Se il debito viene sanato entro un anno, il nome può essere cancellato dalla lista previa approvazione del Presidente del Tribunale. Decorso un
anno, il nome rimarrà in lista, ma accanto ad esso verrà annotato l’avvenuto pagamento. Nel caso in cui ciò non si verifichi, l’iscrizione durerà per ben 5 anni.

Che cosa sono le visure protesti e perché richiederle

Le visure protesti sono documenti ufficiali che raccolgono informazioni sull’affidabilità di persone e aziende in ambito economico. Sono utilizzate per valutare solvibilità e rischio di insolvenza e sono spesso richieste quando si entra in rapporto con un nuovo cliente, fornitore, socio o partner commerciale. Ad esempio, anche in caso di locazione di un immobile, conoscere la “storia” dei pagamenti di un potenziale inquilino può evitare sgradevoli sorprese.

Tipologie di visura protesti e pregiudizievoli

La visura viene redatta e suddivisa per tipologie:

  • Visura Protesti per persona fisica: verificabile online in pochissimi secondi, è utile
    a valutare l’affidabilità di un cliente con il quale si stanno per concludere affari.
    Permette di scoprire in poco tempo se sussistono protesti e insoluti bancari a suo
    carico.
  • Visura protesti per persone giuridiche: anch’essa verificabile in maniera istantanea, è utile a valutare l’affidabilità di un’azienda cliente.
  • Visura protesti e pregiudizievoli per persona fisica: consente di controllare la
    sussistenza di ipoteche legali, ipoteche esattoriali, pignoramenti o decreti ingiuntivi. Il documento viene consegnato dalla Camera di Commercio con ultimo aggiornamento effettuato al momento della richiesta.
  • Visura protesti e pregiudizievoli per persona giuridica: grazie a questo
    documento è possibile valutare la capacità di un’azienda italiana di adempiere ai
    propri obblighi finanziari.

Come richiedere una visura e quali dati sono
necessari

Come abbiamo appena visto, le visure possono essere richieste sia per persone fisiche che
giuridiche.

Per richiedere la visura protesti e/o pregiudizievoli di una persona fisica, è necessario fornire le sue generalità (nome, cognome, data e luogo di nascita) e il suo codice fiscale.

Per una persona giuridica servono denominazione, partita IVA e indirizzo della sede legale.

Cosa contiene una visura protesti

Ecco le principali informazioni presenti su una visura:

  • data della levata del protesto;
  • numero di repertorio dell’atto;
  • somma protestata;
  • tipologia del titolo (assegno o cambiale);
  • data di iscrizione nel Registro dei Protesti;
  • Camera di Commercio competente;
  • motivazione del mancato pagamento.

In quali casi effettuare la visura pregiudizievoli?

La visura pregiudizievoli è particolarmente utile quando desideri intraprendere accordi finanziari, collaborazioni o transazioni commerciali di grosso peso, soprattutto se possiedi una società o un’azienda e non operi come privato cittadino.

Effettuare una visura pregiudizievoli consente di verificare la presenza di eventuali situazioni giuridiche che potrebbero pregiudicare la solidità finanziaria dell’individuo o dell’azienda coinvolta. Queste situazioni includono pignoramenti immobiliari, sequestri conservativi, ipoteche giudiziali o ipoteche legali. Effettuare la visura prima di avviare qualsiasi tipo di rapporto commerciale è un passo prudente per evitare il rischio di associarsi con persone poco raccomandabili o di incappare in eventuali problemi finanziari durante la collaborazione.

Se dalla visura emergono problemi: come
comportarsi

Rifletti con calma sulla tua situazione e valuta uno per uno i punti che emergono dalla visura di protesto. Gli inadempimenti riguardano grosse cifre o si tratta di piccoli ammanchi?

L’instabilità finanziaria rilevata corrisponde a comportamenti abitudinari o riguarda un incidente avvenuto una sola volta?

Una volta scoperto un problema finanziario, prova a discuterne con il diretto interessato. Se scoprissi che si è trattato di un errore fatto in buona fede, vedresti comunque quella persona come inaffidabile?

A parte il sesto senso e l’intuito personale, ti consigliamo di confrontarti anche con professionisti nella gestione di situazioni finanziarie complesse. Potresti scoprire che chi è protestato ha risolto con celerità la sua difficoltà finanziaria o che adesso ha riacquistato la sua libertà economica.

Insomma, evita di giudicare persone e situazioni di primo acchito. Analizza il tutto con l’aiuto degli esperti e lasciati guidare nel compiere scelte informate e consapevoli per la tua attività personale o lavorativa.

FAQ

Che differenza c’è tra protesti e pregiudizievoli?

I protesti riguardano il mancato pagamento di titoli di credito come assegni e cambiali. I pregiudizievoli, invece, sono informazioni pubbliche legate al patrimonio immobiliare, come pignoramenti e ipoteche.

Dove posso verificare se una persona o un’azienda è protestata?

I protesti si verificano consultando il Registro Informatico dei Protesti, gestito dalla Camera di Commercio competente per territorio.

Chi può richiedere una visura protesti o pregiudizievoli?

Chiunque può richiederla, perché si tratta di informazioni pubbliche. È sufficiente avere i dati anagrafici della persona o i dati identificativi dell’azienda.

Quanto tempo resta un protesto nel Registro dei Protesti?

In genere l’iscrizione dura fino a 5 anni, salvo cancellazione anticipata in caso di pagamento, errore o riabilitazione secondo le modalità previste dalla legge.

Quando è utile fare una visura pregiudizievoli?

È consigliabile prima di avviare collaborazioni economiche importanti, concedere immobili in affitto, stipulare contratti rilevanti o valutare la solidità patrimoniale di un soggetto.

Che dati contiene una visura protesti?

La visura indica la data del protesto, l’importo, il tipo di titolo non pagato, la Camera di Commercio competente e la motivazione del mancato pagamento.

Se dalla visura emergono problemi, cosa conviene fare?

È importante valutare la situazione nel suo contesto, capire se si tratta di un episodio isolato o ricorrente e, se necessario, confrontarsi con professionisti prima di prendere decisioni definitive.
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